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Come disinfettare un ago

Come disinfettare un ago
Disinfettare un ago può essere utile per alcune persone ma superfluo per altre, in tale guida ti spiegherò come agire ed è ovviamente rivolta alla prima categoria sociale pocanzi nominata. Sapendo questo ti dico che il disinfettante che usi per “medicare” i tagli, le ferite e quant’altro non è indicato per la sterilizzazione di un ago! La pelle infatti visto che è un apparato formato da cellule è delicata e viene disinfettata con prodotti appositi ossia specifici disinfettanti che possono essere efficaci su di essa ma se venissero usati per disinfettare oggetti sarebbero paragonabili all’acqua quindi nessun effetto! Se proprio non hai possibilità di prendere un ago nuovo e sterile mettilo a bollire. Potresti metterlo in una pentola con acqua e quando bolle metterci dentro l’ago oppure passarci bene il disinfettante. Misà che viene un lavoro più preciso con l’acqua bollente perchè elimina al 100% i germi (dato che non resistono per il calore emesso dal fuoco. Mi auguro di esserti stato d’aiuto, tuttavia ti dico che NON sono nè un dottore, nè un esperto in tale campo ma l’esperienza mi ha aiutato e mi ha portato a questo pertanto prendi come si suol dire “con le pinze” ciò che hai letto in tale guida perchè probabilmente potrebbe anche essere sbagliato!

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Guida scritta dal Blogger ed esperto informatico Leandro Osmelli di Roma, ogni materiale qui presente non può essere utilizzato, copiato e/o divulgato perchè appartenente al padrone di tale sito. Ciascun utente che eventualmente preleverà il suddetto materiale verrà denunciato alle autorità competenti.
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Come disinfettare un piercing

Come disinfettare un piercing
Il Piercing è la pratica di forare alcune parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti di metallo (talvolta ornati con pietre preziose), osso, pietra o altro materiale, quale ornamento o pratica rituale. Sono soggette a questa pratica soprattutto zone del corpo paricolari che rientrano in quelle nascoste e quelle visibili. Nella maggioranza dei casi (NON SEMPRE) chi ha intenzione di farsi un Piercing lo mette in quanto vuole abbellire il suo corpo e dargli un tocco di originalità in più. Ma veniamo al dunque, come disinfettare un piercing? Nel caso in cui tu lo facessi bollire uccideresti solo i batteri più delicati, ma lasceresti vivere le spore, tuttavia il metodo migliore consiste nel metterlo a bagno per una notte, smontato, con disinfettanti quali per esempio “Citrosil” o “Bialcol” in buona sostanza quelli con composti ammonici, benzalconio cloruro, pancuronio bromuro i quali possono essere considerati migliori dell’acqua ossigenata o dell’alcol! Nel caso in cui fosse in bocca, o nella lingua fai degli sciaqui con acqua e sale, oppure con la famosa soluzione salina che viene impiegata per le lenti a contatto e con il “Tantum Verde” per almeno 2 settimane, un po’ volte al giorno (non so dirti quante). Se il tuo piercing si trovasse da qualsiasi altra parte, la cosa migliore sarebbe di applicare il “Betadine soluzione“, solo che l’unico inconveniente di macchiare i tessuti, in alternativa puoi usare Citrosil o Bialcol, ma è meglio il Betadine. Se fosse negli apparati riproduttori, il migliore rimane il betadine, soluzione o pomata, meglio non usare Citrosil o Bialcol sulle mucose! In ogni caso disinfetta 3 o 4 volte al giorno, fino a disinfettare il tutto in modo completo! Mi auguro di esserti stato d’aiuto, tuttavia ti dico che NON sono nè un dottore, nè un esperto in tale campo ma l’esperienza mi ha aiutato e mi ha portato a questo pertanto prendi come si suol dire “con le pinze” ciò che hai letto in tale guida perchè probabilmente potrebbe anche essere sbagliato!

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Come riconoscere un rolex falso

Come riconoscere un rolex falso
Un Rolex non è altro che un orologio da polso di pregio. Per riconoscere un Rolex vero da uno falso osserva se l’orologio è effettivamente automatico, se lo è le lancette si muovono a piccoli scatti molto rapidi, e non facendo un secondo alla volta (movimento al quarzo), poi si osserva la data: l’applicazione di vetro bombato deve ingrandire la cifra che deve avere un carattere abbombato. Le maglie del bracciale devono essere o larghe e posizionate tipo a “scacchi” oppure molto fini una dopo l’altra in oro bianco e giallo 750 millesimi, acciaio inossidabile, platino 950 millesimi o “Rolesor” speciale lega brevettata da Rolex che richiama l’oro, di solito quest’ultima è in doppia colorazione (cioè la parte interna del cinturino è color oro, quella esterna è in acciaio). La chiusura del Président è invisibile ed è coperta dalla coroncina Rolex, mentre l’Oyster ha una chiusura visibile con stampigliata sopra sempre la coroncina. Se su questa placca ci sono le iniziali del possessore è un Rolex sicuramente autentico. Il quadrante deve recare la dicitura Rolex, Oyster Perpetual Date (o Day-Date se è un modello con l’indicazione del giorno della settiamana), con sotto la dicitura “Superlative chronometer, officially certified”, all’altezza delle ore 6 c’è la dicitura “Swiss made”. Il peso dell’orologio deve essere “corretto”, cioè non troppo pesante, né troppo leggero, insomma: equilibrato, cioè gradevole da indossare; solo i veri Rolex lo sono. Sulla vite di regolazione ci deve essere la coroncina Rolex con sotto o un pallino o due o una linea (penso che dipenda dal materiale…). Sul retro della cassa e sulle maglie accostate al quadrante vi sono stampigliati: il numero seriale, la dicitura del materiale e, nel caso dell’oro e del platino il timbro st/d a garanzia della autenticità.

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Come riconoscere le contrazioni

Come riconoscere le contrazioni
Essendo un uomo per me è impossibile conoscere in che modo riconoscere le contrazioni. Tuttavia da quello che è riportato nel Web solo all’inizio somigliano ad un mal di pancia forte poi il dolore si sposta nelle gambe e nel bacino, il dolore è sempre piu forte e riconoscibile, quando si arriverà in ospedale per partorire si verrà attaccate alla macchina per monitorare la situazione e anche per capire l’arrivo di una contrazione perchè c’è un numero che appare nel macchinario il quale più aumenta e più significa che è in arrivo la contrazione e se invece sono leggere e sporadiche il numero si aggira intorno a 40-50 poi lo vedrai salire sempre di più. I monitoraggi di solito vengono fatti anche prima di partorire ma solo in sala travaglio.

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Come richiedere il CUD

Come richiedere il CUD
Il CUD (Certificato Unico Dipendente) in Italia, è una certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, pensione e assimilati (per esempio, compensi percepiti da soci di cooperative di produzione e lavoro, remunerazioni dei sacerdoti, assegni periodici corrisposti al coniuge) che il datore di lavoro, o l’ente pensionistico, rilascia ai propri dipendenti o pensionati per attestare le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate all’erario statale. Per richiederlo puoi seguire una delle seguenti opzioni:

– Direttamente online sul sito istituzionale – sezione Servizi/PIN online
– Tramite Contact Center al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da cellulare, a pagamento secondo il proprio gestore telefonico
– Presso le Agenzie territoriali dell’Inps.
Ai cittadini in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata CEC-PAC, noto all’Istituto, il CUD verrà recapitato alla corrispondente casella PEC.

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Come mettere lo smalto

Come mettere lo smalto
Applica una base trasparente sulle unghie soprattutto nel caso tu utilizzassi smalti dai colori molto accesi quindi molto forti. In questo modo eviti che, una volta tolto lo smalto, le ughie e le zone esterne dell’unghia (quelle vicine alle pellicine, per capirci) restino macchiate. Esempio pratico: se stessi utilizzando uno smalto rosso o Bordeaux, quando dopo qualche giorno vorrai togliere lo smalto con l’acetone, ti rimarrà una sfumatura rosa acceso sulle unghie per nulla naturale. Dopo questa prima passata di smalto trasparente (facoltativa) fallo asciugare e procedi con una o due (a seconda dei tuoi gusti) passate dello smalto che hai scelto. Fai asciugare bene in genere 20 minuti circa. Una volta asciugato lo smalto puoi passare un fissante (o un semplice smalto trasparente, io passo lo stesso della prima stesura) affinchè lo smalto duri per un pò più di tempo senza rovinarsi.

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